Pignoramento presso terzi: cos’è | Recupero crediti

 Il pignoramento presso terzi rappresenta lo strumento forse più efficace per il recupero del credito in caso di debitore insolvente.

 

ll creditore che si trovi vincolato ad un debitore insolvente ha il diritto di tentare di riscuotere la somma di denaro attraverso i rimedi previsti dalla legge: il pignoramento presso terzi è uno di questi.

Per debitore insolvente si intende una persona (fisica o giuridica) che dovrebbe pagare una somma di denaro ad un altro soggetto, ma per svariate ragioni non lo fa e rimane inattivo.

Pignoramento Presso Terzi

 

Come funziona il c.d. recupero crediti?

 

Prima di affrontare il tema del pignoramento presso terzi dobbiamo fare un passo indietro.

Il recupero crediti è l’attività finalizzata a far riscuotere al creditore la somma dovutagli e può consistere in un’attività sia stragiudiziale che giudiziale.

L’attività stragiudiziale consiste, ad esempio, nella diffida inviata dal creditore al debitore in cui si invita al pagamento entro un termine perentorio.

I rimedi giudiziali sono quelli che implicano, invece, l’intervento dell’autorità giudiziaria; quello sicuramente più utilizzato in quanto meno costoso e più rapido è di certo il decreto ingiuntivo. Senza scendere in tecnicismi giuridici, a tal proposito è sufficiente chiarire che il decreto ingiuntivo consiste in un vero e proprio ordine proveniente dal giudice -e diretto al debitore-, di pagare entro 40 giorni quanto dovuto al creditore. In questo lasso di tempo il debitore può anche decidere di opporsi al decreto ingiuntivo instaurando così un vero e proprio processo civile ordinario.

Se il debitore non paga e non si oppone, il decreto diviene esecutivo e il creditore sarà così in possesso di un titolo (appunto chiamato esecutivo) che gli permetterà di aggredire il patrimonio del debitore senza il suo consenso per soddisfare il proprio credito.

In altre parole, il decreto ingiuntivo divenuto esecutivo, così come un qualsiasi altro titolo esecutivo (assegno protestato, sentenza del giudice…), può far avviare l’espropriazione forzata, la cui prima fase esecutiva è l’atto di pignoramento.

Cos’è il pignoramento?

 

Il pignoramento è un atto dell’ufficiale giudiziario che, a seguito della notificazione del titolo esecutivo e del conseguente atto di precetto notificato (collegamento ipertestuale) vincola una “porzione di patrimonio” del debitore per il soddisfacimento del diritto del creditore.

In altre parole: il debitore non ha pagato quanto dovuto, quindi parte dei suoi beni mobili, immobili (ma non solo, come vedremo tra poco) vengono coattivamente selezionati e “congelati”.

pignoramento presso terzi_ recupero crediti_ legge_civile

Ciò che ottiene il creditore pignorante non è la fruibilità materiale del patrimonio, ma il valore di scambio dello stesso; infatti il debitore quindi, in alcuni casi potrà continuare ad utilizzare i beni pignorati ma non potrà né venderli, né donarli, né comprometterne il valore. Scopo del pignoramento infatti è quello di finalizzare l’espropriazione coattiva di beni la cui vendita andrà a soddisfare il creditore.

Ecco allora che il sistema giudiziario fornisce al creditore uno strumento per conseguire il soddisfacimento del proprio diritto coattivamente, superando le resistenze del debitore.

L’atto di pignoramento deve contenere esattamente il riferimento al credito per cui si procede e l’individuazione della porzione di patrimonio che si intende pignorare e può essere di tre tipi:

– immobiliare (quando ha ad oggetto beni immobili)

– mobiliare (quando ha ad oggetto cose mobili);

– presso terzi.

Quando si parla di recupero crediti presso terzi si intende proprio quest’ultimo tipo di pignoramento.

Quindi, in cosa consiste il pignoramento presso terzi?

S’intende il pignoramento del patrimonio del debitore che si trova NON nella sua disponibilità, ma in quella del terzo.

Per terzo si intende un soggetto che è esterno al rapporto tra creditore e debitore ma che è legato a quest’ultimo da un rapporto patrimoniale.

L’istituto in oggetto prevede due ipotesi: quella in cui il debitore vanti dei crediti rispetto al terzo e quella in cui il terzo possieda dei beni che appartengono al debitore.

“Terzo”, quindi, è la banca, il datore di lavoro, l’INPS, ma può essere qualsiasi persona che si trovi nel possesso di beni di proprietà del debitore. L’oggetto del pignoramento sono beni non ancora (o non più) in possesso del debitore.

All’interno dell’atto di pignoramento deve essere indicata la somma (o le cose) dovute e l’intimazione al terzo di non disporne se non per ordine del giudice.

Una criticità che si individua sin da subito è la difficoltà nell’ individuare i beni (o somme di denaro) del debitore che molto spesso sono volutamente occultati per sottrarli all’aggressione dei creditori. Se risulta ostico sui beni che sono nella disponibilità del debitore (ad esempio nella casa di residenza), è facile immaginare quanto possa essere difficile individuare il patrimonio diffuso presso terzi.

Tuttavia una volta superata questa difficoltà (grazie ai servizi di CreditVision) il pignoramento presso terzi ha sicuramente un’efficacia ed un’immediatezza molto più elevata rispetto alle altre due forme di pignoramento.

Alcuni esempi pratici di recupero crediti tramite pignoramento presso terzi sono i seguenti:

1) Banca e conto corrente del debitore:

Quando il debitore risulta avere somme depositate presso un istituto bancario, è possibile recuperare il credito presso il terzo tramite notifica dell’atto di pignoramento alla banca e al debitore stesso. Questa procedura pone un vincolo immediato sulla somma depositata dal debitore presso la banca.

2) Stipendi e pensioni

Il terzo pignorato in questo caso è il datore di lavoro o l’istituto previdenziale e la somma vincolata sarà lo stipendio del debitore o la pensione che verranno bloccati in maniera prodromica all’entrata nel possesso del debitore.

3) Rapporti contrattuali

Se il debitore è a sua volta creditore di un terzo in virtù di un rapporto contrattuale (ad es. perché gli ha venduto un bene o perché gli ha prestato una certa somma di denaro etc.), il creditore potrà pignorare il terzo essendo questi debitore del suo debitore.

Come deve comportarsi il terzo pignorato?

Il terzo è tenuto a rendere una dichiarazione al creditore procedente, ed indicare con precisione le somme e/o le cose di cui è debitore e la specifica della data della consegna e del pagamento, così come di eventuali cessioni già accettate e gli eventuali sequestri effettuati precedentemente, nonché astenersi da qualsiasi atto di disposizione del bene in questione.

In quali casi funziona il pignoramento presso terzi?

 

Se il debitore risulta nullatenente, se non ha beni immobili di proprietà oppure pochi beni mobili con scarso valore o impignorabili per legge, non è opportuno avviare un pignoramento immobiliare o mobiliare, lo è invece la procedura presso terzi, laddove egli percepisca uno stipendio in qualità di lavoratore dipendente o possieda conti correnti, titoli o pensione o altri crediti.

In tal modo il vincolo cade sulla somma di denaro ancora prima che entri nella disponibilità del debitore.

Limiti del pignoramento presso terzi

Non tutti i crediti presso terzi possono essere pignorati. La legge prevede che non possono essere espropriati, in generale, i crediti alimentari, i crediti dovuti da istituti di beneficenza, da enti di assistenza o da casse di assicurazione per un funerale, per una malattia o per una maternità, così come i sussidi di sostentamento.

Esistono poi ovviamente dei limiti nella quantificazione della somma pignorabile dello stipendio o della pensione poiché in caso contrario, comprometterebbe il decoro e la dignità del debitore. La parte pignorabile è variabile e si può attestare su una frazione che va da 1/10 a 1/5.

Quanto tempo occorre per ottenere il soddisfacimento del credito?

 

Non è semplice fare una stima delle tempistiche effettivamente necessarie a riscuotere il credito tramite pignoramento presso terzi. Dipende innanzitutto da che strada si percorre per ottenere un titolo esecutivo. Una volta ottenuto il titolo esecutivo, bisogna notificarlo e attendere che trascorra il termine che tendenzialmente è di 40 giorni.

Dalla scadenza del termine e dall’apposizione della formula esecutiva si dovrà attendere l’esito della notifica dell’atto di precetto e attendere che trascorra il termine ivi indicato (tendenzialmente 10 gg).

Inizia la fase della ricerca dei beni o delle somme pignorabili presso terzi; probabilmente la fase più importante per la buona riuscita del procedimento esecutivo.

A differenza del pignoramento immobiliare o mobiliare, il pignoramento presso terzi non necessita di vendita forzata per soddisfare il creditore che potrà godere direttamente dell’assegnazione delle somme pignorate. La procedura così come qui ipotizzata dura meno di un anno.

Non conosco il conto corrente del debitore, né se ha un lavoro subordinato, né se ha immobili da cui guadagna il canone di locazione. Come faccio?

L’ufficiale giudiziario pignorante non ha poteri investigativi ma ha il potere di pignorare beni già individuati o visibili. E’ auspicabile che il creditore utilizzi ogni servizio consentito dalla legge per individuare esattamente come è strutturato il patrimonio del debitore.

Oltre ai database consultabili online previa autorizzazione del Tribunale, ci sono servizi investigativi come quelli di CreditVision. Grazie alle indagini svolte da professionisti è possibile individuare esattamente e velocemente quale sia la consistenza del patrimonio ufficiale e occulto del debitore e fornirvi consulenza sulla pignorabilità o meno degli stessi. 

Contattaci senza impegno per scoprire di più usi nostri servizi; ti risponderà immediatamente un nostro esperto.

[contact-form-7 id=”1347″ title=”RICHIEDI INFORMAZIONI”]

Autore: Jessica Bertazzo