Italia – Cina: contratto internazionale e recupero crediti

 

Recuperare un credito in Cina è possibile?

Qual è la legge applicabile nei rapporti commerciali?

 

Il commercio locale entro i confini di uno Stato è ormai una parte residuale dell’economia  mondiale. Gli scambi transfrontalieri internazionali sono all’ordine del giorno e mettono in collegamento paesi anche molto lontani geograficamente: una distanza che si sente chiaramente anche sotto il profilo culturale e legislativo. Per questo motivo negli ultimi decenni, gli Stati più connesse da questo punto di vista, hanno sentito la necessità di regolamentare con specifici accordi i  loro rapporti economico – commerciali; proprio come Italia e Cina.

I rapporti commerciali tra italia e Cina, prassi e normativa

Dati sul commercio tra Italia e Cina

La Cina è ormai una delle più grandi potenze economiche mondiali: è infatti il più grande esportatore al mondo e il secondo importatore a livello mondiale. I rapporti che le aziende italiane intrattengono con le imprese cinesi sono continuamente in crescita; sia lato importazione dei convenienti prodotti Made in China, sia per un incrementato apprezzamento in Cina del Made in Italy.

Secondo i dati Eurostat riferiti al 2018, l‘Italia è il quarto fornitore della Cina tra i Paesi europei, con esportazioni pari a 13,2 miliardi di Euro; l’Italia, dal canto suo, si posiziona al quarto posto anche tra i clienti europei della Cina per volume di importazioni.

Dato l’enorme volume degli affari italo-cinesi negli scorsi anni, le istituzioni di entrambi i paesi si sono impegnati iniziative utili a migliorare la collaborazione commerciale tra i due paesi, come il Business Forum Italia CIna (BFIC), l’organismo fondato dai Governi Italiano e Cinese nel 2014 con l’obiettivo di promuovere le relazioni economiche tra i due Paesi (Fonte: Assolombarda.it)-  o la più recente adesione al Belt and Road Initiative battezzata dal Memorandum of Understanding del marzo 2019. Riguardo a tale memorandum, riferisce il Sole 24Ore:  “fornirà la cornice giuridica a 29 accordi (dieci intese fra aziende private e 19 istituzionali, fra cui quelli su start up innovative e-commerce) tra aziende italiane e cinesi per almeno 7 miliardi di euro.”

Legge applicabile nei rapporti commerciali con la Cina

Di base però, a regolamentare i rapporti commerciali tra Italia e Cina in questi anni ci hanno pensato le disposizioni di diritto internazionale, prima fra tutte la Convenzione di Roma del 19 giugno 1980 che regola le obbligazioni contrattuali in caso di conflitto tra leggi – tra i paesi firmatari sia Italia che Cina (seppure, quest’ultima, con alcune riserve).

Senza uniformità normativa tra i paesi, in tema di contratti internazionali, sono le parti a stringere accordi specifici in base al tipo di collaborazione da porre in essere; in altre parole la regola generale è che le parti siano libere di scegliere quale sia la legge applicabile.

 

Quali sono i termini degli accordi se non specificati?

Quale il giudice competente in caso di controversia?

Quali le condizioni di pagamento se non specificate?

Come ottenere il pagamento del credito del debitore cinese?

 

Prendiamo il caso in cui un’impresa italiana decida di acquistare dei beni prodotti in Cina e che, a seguito della conclusione del contratto, la fornitura risulti non conforme alle caratteristiche pattuite. Quale legge si dovrà applicare?

La Convenzione di Roma ci dice che in questo caso sarà la legge del venditore a prevalere su quella italiana perché in caso di vendita internazionale di merci si applica la legge del paese in cui ha sede il venditore. Per quanto riguarda la scelta del foro, ossia l’autorità giudiziaria da adire in caso di controversia, anche in questo caso è lasciata larga autonomia alle parti che possono scegliere preventivamente il foro di competenza. Una soluzione spesso adottata è l’inserimento nei contratti di una clausola che demandi a risoluzione delle controversie alla China International Economic and Trade Arbitration Commission (CIETAC).

Tralasciando in questa sede i dettagli giuridici del diritto applicabile nei rapporti economici Italia – Cina, vediamo ora in concreto il problema del credito internazionale.

Credito internazionale: il debitore in Cina

Il problema più ricorrente e più tangibile che deriva dal commercio internazionale è sicuramente quello relativo al diritto di credito. Il Ministero degli Affari Esteri ha valutato come MEDIO il rischio economico che si corre nelle relazioni commerciali con la cina sotto il profilo del credito tra corporate.

Quindi, nel caso  in cui a seguito di un accordo commerciale la parte debitrice cinese non adempia all’obbligazione di pagamento, quali sono le buone pratiche da porre in essere e a chi rivolgersi? Quello che consigliamo in prima battuta è certamente di puntare alla tutela preventiva tramite due diligence specifiche quali analisi fornitori, background check e altri strumenti di indagine specificamente pensati per conoscere con esattezza il grado di affidabilità del partner commerciale.

Conoscere in anticipo la solvibilità è la migliore difesa contro il rischio insolvenza. Se non sei stato abbastanza previdente e ora ti stai chiedendo come recuperare il credito in Cina allora abbiamo qualche consiglio per te.

Recupero crediti in Cina

Il credito all’estero è certamente più difficile da recuperare, sia per questioni logistiche, sia perché appunto, per agire non esistono gli stessi mezzi che normalmente si utilizzano in Italia vedi qui come recuperare un credito in Italia.

Il recupero crediti in Cina è certamente un’attività complessa e delicata, data la vastità dello stato, la distanza dallo stesso e la differenza del sistema giuridico.

Un problema non trascurabile è sicuramente la lingua: come procedere da soli con il recupero del credito in Cina se non sono in grado di farmi capire? Vorrei informarmi ma non riesco a capire le loro leggi, i loro siti web istituzionali. A chi mi devo rivolgere?

Il primo consiglio è certamente quello di affidarsi subito a dei professionisti specializzati in Italia.

Rivolgendovi al vostro avvocato di fiducia o ad agenzie specializzate nel recupero del credito operanti sia in Italia che all’estero come CreditVision avrai più possibilità di vedere pagato il prezzo della fornitura grazie ad una consulenza ad hoc ed una strategia personalizzata. Abbiamo tutta una serie di collaboratori e network professionali che partono dall’Italia e si snodano sino al continente asiatico, lì, individueremo per te e affideremo per te l’incarico a un professionista del settore che conosce lingua, usi e leggi del luogo.

Non affidarti a società improvvisate e fai riferimento a professionisti italiani: ci prendere contatti con chi di dovere sul territorio estero, ma, ancor prima, a spiegarti l’iter da seguire.

Lettere di sollecito e recuperi telefonici dall’Italia non sono la strada preferibile per recuperare un credito in Cina: verrebbero ignorati con buona probabilità.

I decreti ingiuntivi emanati dal giudice italiano sarebbero in molti casi privi di efficacia per questioni di incompetenza per territorio e materia; come ti direbbe il tuo avvocato: bisogna valutare caso per caso.

Tieni inoltre in considerazione che i termini di prescrizione in Cina sono differenti rispetto ai nostri e, come nel caso del diritto di credito, si prescrive in 2 anni e non in 10 come in Italia.

Il consiglio che possiamo darti è quello di contattarci telefonicamente o tramite il form sottostante per avere una consulenza gratuita e senza impegno; ti indicheremo la soluzione migliore per recuperare un credito in Cina, cucita sulle tue esigenze.

 

Autore: Jessica Bertazzo

 

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