Prestito tra privati: come riavere i soldi da un amico

 

Come riavere i soldi da un amico senza perdere i soldi e…. l’amico?

 

La nostra cara legge ci viene in soccorso in caso di prestito tra privati, ma, affinché si possa godere della sua tutela, è necessario essere stati abbastanza prudenti, nonostante il rapporto di amicizia o parentela che ci lega al debitore.

Se sei capitato su questa pagina probabilmente è perché non te la senti ancora di rivolgerti ad un avvocato e vuoi innanzitutto orientarti nel ventaglio di possibilità a tua disposizione.

Vediamo quindi quali sono i casi e come è possibile uscire vincenti da questa spiacevole evenienza.

Ho prestato soldi ad un amico che non paga e non ho una prova per dimostrarlo
  1. Tranquillo.
  2. Il prestito di soldi tra soggetti privati è regolato dalla legge e prende il nome di contratto di mutuo.
  3. No, non è solo la banca a concedere mutui.

Mutuo è il contratto con cui una parte conferisce ad un’altra una somma di denaro con l’obbligo, per quest’ultima di restituirla entro un dato tempo. Di norma, proprio come in banca, il mutuo include anche gli interessi, per questo si dice “a titolo oneroso”. Nella normale prassi però, tra amici, i prestiti si intendono spesso a titolo gratuito: ti presto del denaro per il rapporto che mi lega a te, non per lucrarci. Se le parti non specificano il tipo di prestito, la legge lo considera a titolo oneroso.

Nella maggior parte dei casi i prestiti tra privati riguardano piccole somme prestate (classico il caso di anticipo per una spesa) come favore personale elargito a voce e  che vengono restituite senza troppi sforzi; i problemi di validità, prova ed interessi non si pongono se va tutto a buon fine. Infatti, per la validità del contratto la legge non richiede la forma scritta, essendo sufficiente l’accordo verbale delle parti.

Sottolineiamo: per la validità.

Per la prova, invece, la mancanza di atto scritto renderà più difficile il recupero poiché difficilmente dimostrabile tramite documenti.

La Suprema Corte è più volte intervenuta sul punto: in mancanza di atto scritto, il mutuo tra privati si considera donazione. In assenza di atto scritto, come dimostrare infatti che al fratello o al migliore amico quei 1000 euro bonificati a dicembre non sono un regalo di Natale ma un prestito? Il diritto vivente ci dice che si presume essere sempre un regalo, salvo prova contraria. Se il prestito si è realizzato tramite bonifico bancario e nella causale è specificato chiaramente la natura del trasferimento di denaro, sarà più semplice provare che non si tratta di donazione. Consigliamo, in sede di bonifico a titolo di mutuo tra privati di inserire la causale “prestito infruttifero” (se non si vogliono gli interessi) o “prestito fruttifero” (se si richiede il pagamento degli interessi).

Va da sé che in caso di contratto scritto il problema non si pone proprio, leggi l’articolo dedicato: Come recuperare soldi da un privato

Come dimostro il prestito senza prova scritta?

Sì, tutti l’abbiamo fatto almeno una volta: prestare una piccola somma di denaro senza farci firmare un bel niente.

Nessun problema se il nostro amico o parente ci fa un bonifico appena arriva lo stipendio; una scocciatura se passano i mesi e il soggetto si fa vacanze e cene di pesce ogni settimana e il nostro credito rimane lì, ignorato.

La sola consegna di denaro, senza contratto, non basta a provare che si tratti di un prestito, ma attenzione, si può rimediare.

È infatti possibile ottenere una prova scritta del credito anche successivamente. È il caso dell’ammissione del debito e la promessa di pagamento. Si ha ammissione del debito quando l’amico debitore afferma per iscritto di doverti del denaro. Si ha promessa di pagamento quando il debitore promette per iscritto di effettuare il pagamento entro una determinata data.

Fortunatamente non è necessario che la dichiarazione dell’amico sia un documento scritto di proprio pugno, praticamente impossibile oggigiorno, ma è sufficiente anche un messaggio whatsapp. Sul punto cfr. Trib. Ravenna sent. 231 del 10.3.2017).

Primi passi per ottenere il pagamento

Hai già provato sfruttando il rapporto di amicizia/parentela che vi lega? Spesso il modo più rapido è proprio questo.

Non lasciare che il tempo scorra per paura di risultare sgarbato, avido o malfidente.

Un debito è un debito e come tale va ripagato, non importa la relazione di amicizia, anzi, il vostro amico dovrebbe sapere che i debiti degli amici vanno ripagati prima degli altri, per non perdere la faccia e l’amicizia. Sollecita per iscritto nel modo più efficace possibile cercando di ottenere il pagamento “con le buone” e nel frattempo guadagnarti, un’ammissione di debito o una promessa di pagamento. Una mail o messaggio inviato dal debitore con scritto “Scusa, ma sono in difficoltà. Ti restituisco i 1500 euro che mi hai prestato per la vacanza entro la fine del mese prossimo” potrebbe bastare per fondare un’ingiunzione di pagamento. 

Se nonostante questo, i soldi  ancora non arrivano, è il momento di ricorrere agli strumenti di tutela proposti dalla legge.

Prova con le cambiali o gli assegni postdatati

Se l’amico sembra disposto a pagare ma non si decide a farlo, prova a fargli formalizzare l’impegno con cambiali o assegni postdatati.

La cambiale è una promessa di pagamento con scadenza periodica. Una sorta di rateizzazione del debito che però non lascia margine di interpretazione a differenza della mail o del messaggio whatsapp. L’assegno postdatato, lecito dal punto di vista sia penale che amministrativo, sono assegni che possono essere incassati dopo la scadenza.

Se il debitore rilascia una cambiale o un assegno il creditore non è tenuto a dimostrare l’esistenza del prestito e del fondamento della sua pretesa alla restituzione.

Se il debitore non paga a seguito del rilascio delle cambiali o l’assegno risulta scoperto (protesto) entrambi gli strumenti costituiscono titolo esecutivo. Scopri qui a cosa serve un titolo esecutivo.

L’amico debitore non vuole saperne di pagare

Purtroppo è arrivata l’ora di considerare le maniere più formali.

In caso non si abbia contratto scritto, ammissione di debito o promessa di pagamento, né cambiali o assegni protestati, il percorso per ottenere il pagamento del prestito dall’amico non è proprio rapidissimo se si intraprende un’azione giudiziale.

In mancanza di prova scritta, si potrà fare ricorso a prove differenti, anche testimoniali per provare il debito. Una volta accertata l’esistenza, il giudice se persuaso, ordinerà al debitore di procedere al pagamento, pena il pignoramento.

A chi rivolgersi per le prove e il recupero del credito

CreditVision può aiutarti a recuperare i soldi prestati ad un amico o parente in tempi rapidi con discrezione ed efficienza. Possiamo recuperare il credito in via stragiudiziale qualora ne ricorrano i presupposti, nonché offrire un valido sostegno nel recupero delle prove utili in giudizio.

Se vuoi saperne di più, chiedi una consulenza gratuita o senza impegno. Uno dei nostri consulenti specializzati risponderà ad ogni tua domanda.

 

Autore: Jessica Bertazzo

 

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