G20: tema centrale? Le proposte anticorruzione

 

Come costruire una “No Corruption Zone”: le pratiche italiane nella prevenzione della corruzione presentate al Business Integrity Day (Ibid).

 

Per la prima volta, lo scorso 29 Gennaio, l’ambasciata italiana a Berlino ha ospitato il Business Integrity Day sotto iniziativa del ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale. Il tema? Presentare le migliori pratiche dell’Italia nella prevenzione della corruzione nelle attività  delle aziende e del governo delle imprese. Tema caldo per l’Italia in quanto la corruzione ci costa circa 237 miliardi di euro; denaro che potrebbe essere altrimenti investito in sanità, lavoro ed istruzione; motivo per cui la Transparency International ed il Ministero degli Esteri italiano si uniscono per trattare il punto della situazione sullo stato dell’impresa italiana tramite le esperienze dei grandi gruppi quali Enel, Avio, Acciaierie Terni e Generali.

Negli anni scorsi, il sistema anticorruzione italiano ha subito nuovi impulsi, come ricorda l’ambasciatore italiano Luigi Mattiolo durante il Business Integrity Day; quest’ultimo afferma essere possibile “grazie ad un’Autorità Nazionale Anticorruzione forte e indipendente, a un nuovo codice nei contratti pubblici, a una nuova legge sulla trasparenza nel settore della pubblica amministrazione (Freedom of Information Act), a una nuova legge di protezione dei Whistleblowers applicabile anche nel settore privato, e a diversi provvedimenti che ampliano le possibilità di investigare e perseguire i casi di corruzione”.
Tuttavia, fenomeni di corruzione continuano a costellare le realtà delle imprese italiane, come ricordano o rappresentanti della Transparency International Agency. Dunque, come può risultare possibile lo smantellamento della corruzione? Ci risponde il direttore della Governance Business delle acciaierie di Terni, focalizzando il discorso sulla necessità di un cambio di prospettiva: non concentrarsi sulla gestione della riduzione della corruzione bensì sulla sua eliminazione totale.
Nicola Allocca, Direttore della Governance Business delle acciaierie di Terni, porta un esempio di ciò che si verifica nella sua azienda, per concretizzare quanto affermato: “Per il momento, nelle aree più delicate e a rischio delle acciaierie Terni, è possibile vedere adesivi sui singoli PC con la scritta “No Corruption Zone” e cartelloni che ritraggono una famiglia evidentemente scossa da un fatto spiacevole e lo sguardo della bambina – accusatorio – che sembra dire: “Guarda cos’hai fatto, ne valeva la pena?”.
È necessario propagandare una cultura basata sulla trasparenza associata al miglior funzionamento, come afferma Carlo Mattina, a capo della Criminal Compliance di Enel, coinvolgendo innanzitutto il management ed attuando una progressiva sensibilizzazione dei quadri e degli impiegati, attraverso training e seminari ma anche incontri mirati.

In conclusione, l’anticorruzione non verte solo al miglioramento del business aziendale, ma anche un aspetto fondamentale del futuro della governance ove si stanno sviluppando pubblicazioni e studi tra cui “la diplomazia giuridica” ed i molteplici contributi offerti sul tema da Paola Severino.

 

Autore: Jessica Bertazzo

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