Due Diligence reputazionale | cos’è e perchè è necessaria

La reputazione rappresenta un asset intangibile per le aziende ma crea un valore (o disvalore) reale

 

Reputazione aziendale è ciò che la realtà al di fuori dell’azienda, pensa dell’azienda stessa.

 

 

Due diligence letteralmente significa “dovuta diligenza”; nell’ordinamento anglo-americano indica generalmente quella diligenza che il professionista è tenuto ad adoperare nello svolgimento del proprio incarico.

Nel linguaggio attuale così come si è diffuso, il termine due diligence fa riferimento a quell’operazione di indagine che si effettua su un’ azienda per valutare la convenienza di una determinata operazione economico – finanziaria.

L’azione economica può consistere in una fusione, in un’acquisizione o in qualsiasi dinamica di business che necessiti di valutazione analitica della struttura e delle dinamiche aziendali.

L’obiettivo primario è quello di raccogliere una serie di informazioni mirate per riuscire a creare un preciso quadro dell’azienda. In questo modo, è possibile valutare se l’azienda presenti profili di criticità e decidere consapevolmente la portata delle operazioni che sull’azienda si intendono effettuare.

In altre parole quindi una due diligence permette di analizzare i dati afferenti una certa sezione dell’azienda e di valutarli con specifico riguardo all’operazione che con essa si intenda realizzare al fine di garantire la correttezza delle stesse.

Esistono tanti tipi di due diligence quanti sono gli aspetti analizzabili di un’azienda; qui ci si focalizzerà su quella che forse è la meno considerata tra le due diligence: la due diligence reputazionale, quella che cioè ha ad oggetto la reputazione aziendale.

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Cosa si intende per reputazione aziendale?

 

Reputazione aziendale è ciò che la realtà al di fuori dell’azienda, pensa dell’azienda stessa.

Nonostante si possa pensare che solo gli elementi meramente economico-finanziari influiscano sul valore di un soggetto economico, la reputazione di cui gode la stessa influisce direttamente sul suo valore. La reputazione fa parte degli asset intangibili dell’azienda e coincide con l’aspettativa che gli stakeholders hanno sulle decisioni future della stessa in virtù delle decisioni passate della stessa.

Il rischio reputazionale è ciò che si vuole evitare attuando una due diligence in questo senso.

Se si “fanno affari” con un’azienda che gode di una cattiva reputazione, si assorbirà la medesima cattiva reputazione per il fatto stesso di aver effettuato determinate operazioni con un’azienda non integra dal punto di vista etico.

Si immagini un’azienda che non sia attenta all’ambiente, o sia manifestamente non rispettosa della parità tra uomo e donna, o che sia crudele con gli animali o che, ancora, faccia lavorare i propri dipendenti in condizioni insalubri o che in generale tenga condotte al limite della legalità.

Un’azienda di questo tipo sarà valutata negativamente dall’esterno traducendosi in una valutazione morale ad opera del pubblico, delle altre aziende, ma soprattutto degli investitori.

È chiaro a questo punto il perché la cattiva reputazione possa inficiare il valore economico di un’azienda.

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Tuttavia, non sempre la reputazione aziendale si palesa facilmente divenendo questione di dominio pubblico, ma risulta spesso invece necessaria un’indagine approfondita.

È noto come alcuni eventi o dichiarazioni pubbliche di personaggi ai vertici delle stesse, abbiano riflessi immediati e diretti sulla loro valutazione in Borsa; si pensi ad esempio allo scandalo Cambridge Analytica del 2017 che costò una crollo nella valutazione dei titoli azionari del gigante Facebook.

Cosa si indaga in concreto nell’eseguire una due diligence reputazionale?

 

In base alla natura dell’azienda un’indagine in questo senso può concernere:

 

  1. – le scelte aziendali che riguardano l’impatto ambientale o lo sfruttamento di risorse animali;
  2.  il trattamento dei lavoratori, il trattamento dei dati personali degli utenti;
  3. – lo schieramento politico o le dichiarazioni rese da soggetti che ricoprono una posizione apicale nell’azienda;
  4. – le opinioni espresse sul web (web monitoring) o sulle testate giornalistiche;
  5. – tutto ciò che contribuisce a dare un’idea dell’azienda al di fuori dell’azienda stessa.

I rischi reputazionali non sempre si manifestano come nei casi di cronaca più eclatante, ma si sviluppano in sordina. Per questo motivo è necessario un’indagine approfondita su quanto contribuisca a determinare la bontà della reputazione di un’azienda.

CreditVision offre una sofisticata attività investigativa finalizzata alla raccolta degli elementi utili a supportare la valutazione dei rischi reputazionali.

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Autore: Jessica Bertazzo