Competitors → Spiare? No, studiare!

 

Fino a qualche anno fa per analizzare l’attività dei competitors era facile ricadere nello spionaggio industriale. Oggi invece è possibile ottenere informazioni senza incorrere nelle fattispecie di reato previste dal nostro ordinamento. 

 

Spionaggio industriale – che cos’è?           

In Italia lo spionaggio industriale è un reato punito dagli articoli 621, 622 e 623 del Codice Penale.

In particolare, l’art.621 c.p. prevede che

“Chiunque, essendo venuto abusivamente a cognizione del contenuto, che debba rimanere segreto, di altrui atti o documenti, pubblici o privati, non costituenti corrispondenza, lo rivela, senza giusta causa, ovvero l’impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione fino a tre anni o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro.Agli effetti della disposizione di cui al primo comma è considerato documento anche qualunque supporto informatico contenente dati, informazioni o programmi. (…)”.

L’art. 622 c.p. invece recita:

“Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto può derivare nocumento, con la reclusione fino a un anno o con la multa da trenta euro a cinquecentosedici euro.”

Analisi della concorrenza = Spionaggio industriale?

Oggi non è necessario rischiare di fare spionaggio industriale per ottenere informazioni utili su un’azienda concorrente.  Qualsiasi cosa si faccia viene registrata in rete. Si chiama digital footprint – impronta digitale e la cosa incredibile, e rischiosa, è che è tutt’altro che coperta dal segreto industriale.

Ci spieghiamo meglio. 

Il 70% delle imprese italiane è online: alcune di queste hanno sia sito internet, che pagine social aziendali su Facebook, LinkedIn, Instagram, Pinterest e chi più ne ha, più ne metta. Nonostante l’80% delle aziende non abbia un livello sufficiente di digitalizzazione, ciò che accade in internet, non rimane in internet.  Quello che viene caricato online infatti, è, sostanzialmente pubblico; chiaro, difficilmente si troverà online il bilancio di una piccola impresa, l’ammontare dei suoi investimenti o le relazioni strategiche che sta intessendo con aziende o soggetti partner. Ma esistono tutta una serie di strumenti e di tattiche per analizzare i competitors per scoprirlo rimanendo perfettamente nella legalità.

Internet, insomma, ci permette di studiare a fondo un’azienda, un prodotto o una persona, senza rischiare una denuncia per spionaggio industriale. 

Concorrenza: studiare, non spiare

Come si può notare dalla lettera della legge sopra riportata, si tratta di spionaggio industriale quando viene indagato e rivelato un segreto.  Le strategie di analisi dei competitors  e di business Intelligence in generale, non si basano sull’individuazione e studio di segreti aziendali, bensì hanno ad oggetto l’insieme delle digital foot print che consapevolmente o inconsapevolmente le aziende nella propria vita online, lasciano dietro di sé. Abbiamo già parlato di OSINT, della Open Source Intelligence e la ritroviamo anche in questo contesto. L’accesso alle fonti pubbliche digitali, quali social media, motori di ricerca e tools correlati, consentono di avere una grande quantità di informazioni senza violare alcun tipo di segreto – senza cioè, spiare. 

Internet è il campo fertile, gli strumenti giusti sono i semi e i professionisti dell’indagine e gestione del rischio sono gli agricoltori in grado di consegnare i frutti sperati. 

Competitive Intelligence

Facciamo un esempio per intenderci meglio. 

Un’impresa, se è consapevole dell’importanza di internet oggigiorno, sarà presente online con un sito aziendale , con le proprie pagine social ed avrà uno o più professionisti dedicati alla cura e strategia su questo fronte.

Lo scopo? Aumentare il fatturato tramite nuovi clienti. I nuovi clienti? Si fanno soprattutto tramite le strategie di marketing online (e offline).

Anche solo tramite l’analisi su tools di marketing specifici è possibile dedurre abbastanza facilmente quali sono i servizi di punta dell’azienda concorrente, quelli su cui fa fatica ad affermarsi, quanto capitale può permettersi di investire in pubblicità, quanto articolato è l’organigramma delle risorse umane, qual è la strategia a lungo termine, quali nuovi servizi o prodotti stanno per essere lanciati e quali, infine, sono i loro primi concorrenti.

Tutto questo senza muoversi dalla scrivania e senza violare alcun tipo di segreto. 

Il potenziale qui, sta tutto nella reperibilità dei dati e nella capacità di saperli leggere, interpretare ed usarli a proprio vantaggio.  Lo studio tipico della competitive Intelligence include informazioni e analisi provenienti da varie fonti, oltre a quelle già citate: si tratta di colloqui con clienti e concorrenti, esperti del settore, partecipazione a fiere e conferenze, accesso a registri governativi e documenti pubblici.

Ma queste fonti di informazione accessibili al pubblico sono semplici punti di partenza. La competitive Intelligence include un’indagine profonda della totalità delle parti interessate e uno studio successivo dei dati. 

Da decenni, noi di CreditVision, aiutiamo le aziende ad analizzare i competitors tramite mirate azioni di competitive Intelligence e chissà, magari lo abbiamo già fatto proprio sulla tua azienda, su incarico dei tuoi concorrenti.

 

Autore: Jessica Bertazzo

 

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