Renzi

Al via oggi alle disposizioni contenute nel decreto Banche. Obiettivo: accelerare e sostenere una corretta gestione delle sofferenze bancarie.

Quali novità per banche e risparmiatori? Quali sono i cambiamenti previsti dal nuovo decreto banche che regola la gestione dei crediti in sofferenza e il recupero crediti? Tutte le risposte in 8 semplici punti e nel testo completo del decreto, disponibile in fondo alla pagina.

Vediamo insieme in che modo il Governo ha deciso di gestire la l’enorme mole di capitale inesigibili e in che modo cambierà la situazione per banche, privati e imprese.

Decreto banche su sofferenze, recupero crediti, pignoramenti

Attraverso il decreto banche il Governo Renzi vuole snellire procedure e sostenere il recupero crediti dell’intero comparto italiano migliorando la gestione dei cosiddetti “crediti in sofferenza”, ovvero il capitale prestato a privati o imprese che non rientra nelle casse della banca.

Tra le novità più rilevanti contenute nel decreto, lo stesso che definisce la modalità di concessione degli indennizzi ai risparmiatori delle quattro banche salvate, riguarda le imprese: dopo 3 rate non pagate la banca con cui si è in debito può pignorare l’immobile messo a garanzia.

In più, nasce un pubblico registro delle procedure fallimentari, si punta alla velocità della gestione di procedure esecutive, ufficializzato il “pegno immobiliare non possessorio”, aumenta la durata prevista per il fondo di solidarietà per la gestione degli esuberi delle banche.

Decreto banche: le novità in 8 punti

Attraverso il decreto banche, con cui si definiscono una serie di operazioni a sostegno del recupero dei crediti in sofferenza, il Governo Renzi vuole aiutare ad accelerare il processo di recupero crediti e sostenere conseguentemente i bilanci delle banche.

Vediamo quali sono le novità previste dal decreto legge.

1) Pignoramento dell’immobile in caso di inadempimento
La banca potrà prendersi l’immobile messo a garanzia del prestito dall’imprenditore che, tuttavia, non può essere la residenza dell’imprenditore stesso.

Il testo del decreto banche spiega che, in caso di rate mensili di mutuo non pagate, si è in presenza di inadempimento «quando il mancato pagamento si protrae per oltre sei mesi dalla scadenza di almeno tre rate, anche non consecutive».

Nel caso di rata ad unica soluzione o rate che vanno oltre il mese, l’inadempienza può essere definita dopo 6 mesi dalla scadenza di una sola rata.

Attenzione: il pignoramento dell’immobile non scatterà automaticamente ma sarà la banca a definire come procedere. I contratti in essere, tuttavia, potrebbero essere aggiornati con l’integrazione di questa clausola. Per ulteriori definizioni sarà designato un perito del tribunale.

Ulteriori dettagli sono disponibili nel testo completo del decreto banche su sofferenze, recupero crediti e pignoramenti in fondo alla pagina

2) Pegno mobiliare non possessorio
Il pegno non possessorio può essere utilizzato dall’imprenditore a garanzia dei crediti a lui concessi, “presenti o futuri, se determinati o determinabili e con la
previsione dell’importo massimo garantito, inerenti all’esercizio dell’impresa
” e, come specificato dal testo completo, “può essere costituito su beni mobili
destinati all’esercizio dell’impresa, a esclusione dei beni mobili registrati
”.

In questo modo si favorisce l’impresa nella condizione di necessità di accesso al credito: il debitore, dando in pegno un bene mobile “destinato all’esercizio dell’impresa”, può proseguire con l’utilizzarlo.

Ulteriori dettagli sono disponibili nel testo completo del decreto banche su sofferenze, recupero crediti e pignoramenti in fondo alla pagina

3) Un registro a sostegno di vigilanza e consultazione
Istituzione di un registro delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi

Con il decreto Banche viene istituito, con una spesa di 3,5 milioni di euro annui nel triennio 2016-2018, “un registro elettronico delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle procedure d’insolvenza e degli strumenti di gestione della
crisi
” presso il Ministero della Giustizia.

Il registro sarà accessibile dalla Banca d’Italia a sostegno delle sue operazioni di vigilanza, “a tutela della sana e prudente gestione degli intermediari vigilati e della stabilità complessiva”.

Le informazioni contenute nel registro riguarderanno:

  • le procedure di espropriazione forzata immobiliare;
  • le procedure di fallimento, di concordato preventivo, di liquidazione coatta amministrativa di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
  • i procedimenti di omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti, i piani di risanamento quando vengano fatti oggetto di pubblicazione nel registro delle imprese;
  • le procedure di amministrazione straordinaria;
  • le procedure di accordo di ristrutturazione dei debiti, di piano del consumatore e di liquidazione dei beni.

Prevista inoltre l’accesso al registro da parte del pubblico a titolo gratuito, anche se con contenuti disponibili limitati.

L’ispirazione viene dal modello Pacer, un database statunitense contenente anche i procedimenti in corso, non solo quelli fallimentari.
Previsto, in affiancamento, presso l’Agenzia delle Entrate un «registro dei pegni non possessori».

Ulteriori dettagli sono disponibili nel testo completo del decreto banche su sofferenze, recupero crediti e pignoramenti in fondo alla pagina

4) Accelerazione dell’espropriazione forzata
Il decreto stabilisce, al fine di velocizzare le procedure riguardati le espropriazioni forzate, che non possano verificarsi più di 3 aste per lo stesso bene.

5) Modifiche alla legge fallimentare
Le procedure fallimentari potranno essere più veloci grazie all’utilizzo di tecnologie telematiche per le udienze e per le adunanze dei creditori (il registro di cui sopra). Prevista inoltre la possibilità di revoca del curatore che non rispetta i termini fissati per la procedura.

6) La Sga passa in mano del Tesoro
La Sga, società cessionaria creata al tempo per salvare nel 1996 il banco di Napoli nel 1996 (fino ad oggi sotto il controllo di Intesa Sanpaolo) con il decreto passa nelle mani del Tesoro per il suo valore nominale. Il fondo, in questo modo, potrà essere utilizzato dallo stato per «acquistare e gestire crediti e altre attività non immobiliari».

7) Rimborsi automatici per obbligazionisti delle quattro banche salvate
Per approfondire: Rimborsi agli obbligazionisti delle banche salvate: importo e destinatari

8) Aumenta la durata del fondo di solidarietà
Aumenta la durata del fondo di solidarietà per la gestione di esuberi bancari.
Sul fronte degli esuberi bancari e della loto gestione, il decreto stabilisce una proroga della durata massima prevista per la concessione del fondo di solidarietà da 60 a 84 mesi per il 2016 e il 2017.

 

Di Flavia Provenzani

Fonte: Forexinfo.it